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Qui le decisioni sono prese da tutti invece dei pochi: è per questo che la chiamiamo democrazia diretta. Qui ad e-Atene noi facciamo così.

Assicuriamo diritti eguali per tutti quelli che si lascieranno legittimamente riconoscere, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell'eccellenza. Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito.
Qui ad e-Atene noi facciamo cosė.

Le bugie dalle gambe lunghe

  • Leggende a 5 stelle

    Leggende a 5 stelle

    Tutto quello che i grillini non dicono

    di Fabio D'Anna

    Quando si parla di fatti come realmente accaduti, finisce che le vicende si propagano di bocca in bocca senza che nessuno si prenda mai la briga di verificare. Oggi voglio sfatare alcune leggende che i grillini diffondono in rete, spesso ingenuamente e fedeisticamente, perché vi hanno creduto per prima loro stessi e molti di quelli con cui si circondano. E' facile pensare che una cosa sia vera quando la senti ripetere continuamente.

    Ognuno vale uno
    Lo slogan veniva utilizzato da Grillo molti anni fa, all'inizio della sua esperienza politica, poi ha smesso ma i suoi adepti continuano a ripeterlo come un mantra. Questa è certamente la promessa più facilmente smentibile nei fatti, perché era chiaro, almeno all'inizio, che il suo significato era "Democrazia Diretta". Per anni gli stessi attivisti hanno aspettato una piattaforma decisionale che veniva rinviata di mese in mese. Ormai la presentazione di ciò che è chiamato impropriamente "sistema operativo" ha fatto capire anche i più fedeli sostenitori di Grillo che una vera piattaforma per decidere tutto in rete non ci sarà mai. Tuttavia molti continueranno a recitare che loro sono avanti rispetto ai partiti dove viene tutto deciso dall'alto e ti citeranno ad esempio le "parlamentarie", senza aver capito minimamente di cosa si è trattato.
    Dopo anni finalmente Casaleggio confessa di aver scritto lui le regole ed al V-Day3 dichiara che per il movimento Democrazia Diretta significa "Referendum senza quorum" e "Referendum propositivo", come dire noi vogliamo la democrazia diretta nello stato (tra l'altro difficili da ottenere da soli trattandosi di modifiche costituzionali) senza applicare gli stessi principi all'interno del partito.
    Un partito, anche se loro rifiutano la parola, in molti casi senza regole, dove ogni gruppo locale è libero di inventarsi regole proprie spesso in contraddizione con le regole nazionali. Dove non solo non vige la democrazia diretta ma neanche la democrazia, quando dico ciò branchi di grillini mi si scagliano contro adducendo la loro esperienza all'interno di meetup dove ognuno è libero di dire quello che vuole. Dimenticando quali sono i nodi cruciali, quali ad esempio: Puo essere eletto un grillino capo politico al posto di Grillo? Può decidere (come Grillo) se votare o meno la fiducia al governo e convincere gli altri iscritti a farlo? Può votare su quale voce inserire nel programma (non semplicemente suggerirlo mediante un forum)? Può decidere la linea politica del movimento? Può votare sulle regole che stabiliscono la vita, le attività del movimento i rapporti tra iscritti? Ovviamente tutto questo non può avvenire, l'importante per loro è essere diversi dai partiti. Io se devo sostituirli invece penso che sia opportuno sostituirli con qualcosa di meglio, altrimenti il cambiamento si chiama peggioramento.

    Beppe Grillo è solo il megafono
    Prima delle politiche 2013 Beppe Grillo ha fatto firmare ai parlamentari che desideravano candidarsi un impegno in cui lui stesso si definifiva "Capo politico" del Movimento 5 Stelle.
    Lui in persona è andato da Napolitano durante le consultazioni, forse hanno pensato che Napolitano, data l'eta avanzata, fosse sordo e quindi si sono portati il megafono. Si dice che non hanno fatto accordi con il PD per rispettare una promessa elettorale, dicevano "nessuna alleanza ne con la destra, ne con la sinistra" e questo è vero, ma chi ha inventato questo slogan? La base si è mai riunita per decidere questa scelta politica? Ovviamente no! L'ha inserita nei sui discorsi Grillo ed è stata portata avanti fino alle estreme conseguenze, dato che esiste una differenza tra "alleanza" ed "accordo" ma inutile ribadirla ad un grillino perché ti risponderà che loro sono diversi e quindi pensano le cose in modo diverso. In verità però erano in molti i deputati che non erano d'accordo su questa interpretazione restrittiva ma è bastata qualche espulsione per far rientrare tutti nei ranghi.
    Forse non è stato Grillo (anche se certamente era informato), forse Casaleggio, di sicuro è che centinaia di iscritti al M5S che si erano candidati alle parlamentarie sono stati esclusi con atto unilaterale dallo Staff di Grillo, mediante email, l'ultimo giorno utile prima del voto, tutti con i requisiti (tra l'altro scelti dallo stesso staff) formalmente in ordine. Nessun appello possibile, nessuna spiegazione data, nessuan garanzia, se questa è equità....

    Il programma è stato scritto dalla rete
    Quando Beppe Grillo presentò il primo programma disse che aveva raccolto in rete i suggerimenti, in realtà non esisteva nemmeno il forum che esiste oggi, non esisteva e non esiste neanché oggi un meccanismo che permettesse agli utenti di decidere cosa inserire in programma e cosa no, quindi quello che voleva dire è semplicemente che qualcuno del suo staff era andato in rete a raccatar pezzi di idee da mettere in programma. Ciò non significa che il programma sia stato scritto dalla rete, gli altri partiti fanno la stessa cosa ma nessuno di essi si sogna di raccontare che il loro programma è stato scritto dalla rete quando alla fine sono poche mani a decidere cosa va inserito e cosa no. Lo racconta lo stesso Grillo:

    Abbiamo restituito i rimborsi elettorali
    Tecnicamente i soldi non possono essere restituiti perché non sono mai stati presi, mancano alcuni requisiti per ottenerli. Forse si sono disinteressati volontarimente a non avere tali requisiti, dato che quei soldi non li volevano, o forse vi sono altri motivi che consigliavano il rifiuto, questo non lo sapremo mai ma va comunque dato atto che tali soldi non sono stati presi.

    Non abbiamo uno statuto, abbiamo solo un non statuto
    Grillo ha depositato dal notaio il 14 dicembre 2012 uno statuto vero e proprio in cui lui è Presidente e suo nipote il Vicepresidente.

    Utente: DANNA

    Pubblico
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    del 17/12/2013

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